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Territorio

di Sabato, 17 Gennaio 2015 - Ultima modifica: Sabato, 24 Gennaio 2015
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Breve descrzione sul territorio 

L’UBICAZIONE GEOGRAFICA E LA CONSISTENZA 

Il territorio del Comune di Ziano di Fiemme si estende a destra e sinistra orografica del torrente Avisio nella media – alta Val di Fiemme, esso è compreso tra 46º 15’ 26” e 46º 19’ 48” di latitudine nord e fra 11º 31’ 46” e 11º 35’ 37” di longitudine est da Greenwich.

La superficie totale è di 35,76 kmq.

Confinanti sono la della Magnifica Comunita Generale di Fiemme per la maggior parte, il Comune di Panchia, il Comune di Tesero, la Regola Feudale di Predazzo, quasi tutti i confini sono dati da linee artificiali e sono quasi sempre ben definiti sul terreno da termini lapidei.

L’altitudine minima e di m 953 s.l.m. in prossimità del centro abitato mentre la massima, di m 2347 s.l.m., si trova all’estremità nord del pascolo in Val Bonetta, nelle vicinanze del Monte Agnello; l’altitudine prevalente del bosco si aggira tra i 1050 e 1400 m s.l.m.

L’ OROGRAFIA E L’IDROGRAFIA 

L’andamento del torrente Avisio, che proprio prima di Ziano devia assumendo una direzione che da nord-est verso sud-ovest gira decisamente in direzione est-ovest, fa si che l’esposizione della superficie boscata sia prevalentemente nord in versante sinistro mentre sia nettamente sud nel versante opposto.

L’orografia e abbastanza uniforme nel versante meridionale, il quale presenta un andamento da inclinato a ripido, (la pendenza media si aggira attorno ai 25 gradi – 46%) con limitate zone sia pianeggianti che scoscese; queste ultime si localizzano essenzialmente lungo le rive di vallette incassate e tovi abbastanza profondi che rompono l’uniformita delle pendici. Le vallette sono particolarmente frequenti – come del resto suggerisce anche il toponimo – nella zona delle “Vallaree”.

Piu accidentato si presenta il versante destro; nel complesso inferiore a zone ripide e scoscese si alternano delle limitate zone franose e qualche salto di roccia; nella zona staccata di Val Bonetta l’accidentalità e ancora maggiore, con balze rocciose, cenge, massi e piccole gole; solo nella conca pascoliva più in alto il paesaggio si fa più dolce. La pendenza media dei due complessi e di 35º (70%).

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Abbastanza ricco il sistema idrografico: numerosi sono i corsi d’acqua lungo il versante del Lagorai e che convogliano le loro portate direttamente nel torrente Avisio; decisamente più asciutta l’altra zona, sia a causa dell’esposizione a sud che del meno favorevole substrato roccioso.

LA GEOLOGIA E LA PEDOLOGIA 

Sul versante sinistro la natura geologica è data esclusivamente dai porfidi quarziferi del Lagorai, prevalentemente rossi dalle colate superiori del Permiano Paleozoico; tali rocce interessano tutto il versante sinistro della valle e solo qua e la si notano piccoli banchi di depositi morenici rimaneggiati, generalmente del Wurmiano e stadiali del Quaternario.

Al piede del versante affiorano, in alcune localizzazioni, delle limitate e ben circoscritte emergenze di arenarie della Val Gardena con intercalazioni marnose e carbonatiche alla sommita, del Permiano medio, includenti, nella parte fra Ziano e Predazzo, dei filoni discordanti e filoni strato andesitico – basaltico a tendenza alcalina del periodo Carnico – Ladinico.
Sul versante destro le formazioni piu antiche risalgono al Trias Werfeniano che con arenarie e marne cenerine-rosse con intercalazioni calcaree costituiscono l’ampio basamento ai calcari marnosi, lastriformi e grigi del Carnico e al forte complesso calcareo-dolomitico Ladinico-Carnico del gruppo Monte Agnello – Pizzancae – Cornacci. Nelle zone piu alte si notano frequenti filoni di porfiriti basaltiche e melafiriche mentre in qualche sito affiorano delle intercalazioni di ematite terrosa denominata in dialetto “boll” che in passato veniva sfruttata.  
Verso il fondovalle si espandono i vasti conoidi di deiezione ed i banchi di detriti di falda degradanti verso i depositi del quaternario, sede dei coltivi nonché degli insediamenti e pertanto scarsamente interessati dalle formazioni boscate.
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Le formazioni pedologiche che derivano da tali substrati sono pertanto alquanto differenti: sul versante del Lagorai si hanno suoli mediamente profondi, leggeri, fertili anche se poveri di basi. I profili del terreno appartengono alle terre brune oligotrofe più o meno lisciviate, con strato umifero di discreta potenza, del tipo a moder sovrastante spesso un humus zoogenico gemellare, evolvendosi verso il mull dove le condizioni sano favorevoli ad una rapida disgregazione ed umificazione della sostanza organica da parte zoogenica (diradamento del soprassuolo arboreo, buona presenza di umidita e profondita) oppure verso il moder micogenico dove maggiore è l’aridita e la densità, variando cioè al variare delle condizioni microclimatiche, vegetazionali, altitudinali e strutturali locali.
Diverso e il discorso nella parte a settentrione: qui il terreno e in prevalenza del tipo a rendzina con strato umifero spesso di scarsa potenza; la minor densita delle formazioni boschive, unita ad una discreta partecipazione delle latifoglie specie nella zona inferiore, determina una migliore degradazione della lettiera con comparsa di humus dolce, zoogenico, causa anche la buona presenza di basi.

IL CLIMA 

Secondo Meyer (1969) il clima della Val di Fiemme ha caratteristiche intermedie tra quello dei settori marginali delle Alpi e quello dei settori centrali, in quanta subisce ancora l’influenza del mare per quanto riguarda la temperatura ma le scarse precipitazioni sono già tipiche dell’interno del continente. La svolta dell’Avisio presso Molina ed il Passo di San Lugano sottraggono infatti Fiemme agli influssi oceanici che si riscontrano per esempio nella contigua Val di Cembra fin quasi in Val Cadino. I tratti di oceanicità di queste zone sono testimoniati anche dalla presenza spontanea del faggio, completamente assente invece nelle formazioni forestali della Val di Fiemme.

Sul fondovalle la temperatura media annua oscilla attorno ai +6º – +7ºC con medie mensili da -4ºC (gennaio) a +17ºC (luglio) mentre le precipitazioni vanno dagli 800 (Cavalese) ai 900 (Predazzo) mm annui, dei quali più di un terzo nel periodo estivo; in questo periodo sono provocate spesso da temporali di forte intensità e che provocano anche notevoli abbassamenti di temperatura.

Il clima e del tipo continentale alpino, con estati fresche ed inverni rigidi (le minime assolute scendono anche al di sotto dei -20ºC), con precipitazioni a massimo solstiziale estivo e minimo assoluto invernale (gennaio).

Come testimoniato dalle stazioni meteorologiche di Cadino, Paneveggio e Passo Rolle, le precipitazioni dei versanti sono comunque costantemente superiori rispetto al fondovalle; in rapporto all’altimetria si puo calcolare che queste aumentino grosso modo di circa 50 mm per ogni 100 m di quota, attestandosi però attorno ai 1200 mm annui al di sopra dei 1500 – 1600 m di quota.

I venti dominanti sono occidentali e seguono l’andamento della valle; si verificano a volte pero, specialmente durante il periodo estivo, delle raffiche di forte intensità che provocano degli schianti.

Molto raramente si manifestano delle trombe d’aria che provocano dei danni ingenti sui soprassuoli coetanei di ampia superficie

LA NIVOMETRlA 

Siccome il minimo delle precipitazioni si verifica in inverno, si ha che le precipitazioni nevose sono nel complesso abbastanza modeste: al fondovalle la copertura nevosa continua ha inizio in genere nella seconda meta di dicembre e dura in media 60 – 70 giorni con una altezza massima della neve al suolo di cm 40 circa e media di cm 15 – 20.

La durata e l’altezza della coltre nevosa aumenta però rapidamente al crescere dell’altitudine (oltre che al variare dell’esposizione) per cui verso i 1.500 m si possono stimare rispettivamente in 120 – 140 giorni e 100 cm e salgono a 170 – 200 giorni con 150 cm di spessore della copertura nevosa al di sopra dei 1.800 m di quota.

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Solo in annate eccezionali si hanno precipitazioni nevose elevate che provocano danni alla vegetazione, i danni da neve più elevati si verificano però quando le nevicate si verificano in autunno o in primavera e con neve bagnata (es. ottobre 1981)

In nessun caso comunque, data la morfologia della zona, si ha la formazione di valanghe all’interno della proprietà comunale, limitandosi queste solamente in ripidi canaloni della parte alta della zona di Val Bonetta e mantenendosi sempre entro dimensioni modeste.

LA FAUNA 

La fauna presente nei boschi è quella tipica delle peccete montane alpine, con buona presenza soprattutto degli ungulati. Abbastanza diffuso in tutti i complessi e infatti il capriolo, specie sottoposta a censimenti annuali da parte delle autorità venatorie e delle associazioni cacciatori locali ed interessata a prelievi secondo dei piani di abbattimento. Il camoscio si attesta quasi esclusivamente in alta quota e all’imbocco di Val Bonetta, trovando qui un ambiente decisamente ottimale per le sue caratteristiche. Abbastanza raro e il cervo, presentandosi in queste zone essenzialmente di passaggio.

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I danni causati dagli ungulati sano praticamente trascurabili, limitandosi essenzialmente allo scortecciamento di qualche giovane piantina di abete rosso da parte del capriolo nella marcatura del territorio.

LA VIABILITA’ 

La rete stradale boschiva ora esistente ha uno sviluppo molto buona con presenza di camionabili di penetrazione e di trattorabili di esbosco. Non abbisogna di particolari interventi se non quelli di ordinaria manutenzione con il rifacimento di qualche tratto e di qualche ponte sempre soggetti a particolari sollecitazioni

USI CIVICI 

Tutta la proprietà territoriale del Comune di Ziano di Fiemme e gravata dal diritto di uso civico a favore dei censiti ivi residenti, in forza del Decreto del Commissario degli Usi Civici di Trento n. 368/38 pos. n. 2141/27 rep. n. 620 del 17/03/1938.

Tali diritti possono cosi distinguersi:

a) Diritto di pascolo: con ogni specie di animali svernanti in paese; la zona di Val Bonetta, un tempo assegnata a segaboli, e sfruttata come pascolo di bestiame asciutto monticato nella “Malga Cornon” di proprieta della Comunità Generale di Fiemme.

b) Diritto di legnatico: di combustibile mediante la raccolta di legna secca e cascami nonche assegno della ramaglia dei lotti; da opera per la costruzione e riparazione degli edifici ad usa interno ad un prezzo ridotto. 

c) Diritto di raccolta strame: per la lettiera del bestiame. Tale diritto non viene ormai piu esercitato gia da varidecenni. 

Vista la situazione zootecnica attualmente esistente e le diverse modalità di allevamento, per il soddisfacimento del diritto di pascolo, le superfici menzionate sono senz’altro piu che sufficienti per garantire il fabbisogno di uso civico sia in un eventuale pre e post – alpeggio che nell’alpeggio vero e proprio, effettuato attualmente con bestiame asciutto in Val Bonetta e con bovini da latte a Malga Sadole.