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Territorio

Le origini

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Sabato, 24 Gennaio 2015
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Ziano è documentato sin dal 1188: infatti in uno scritto compare con il nome di Zuliano

Ziano è documentato sin dal 1188: infatti in uno scritto compare con il nome di Zuliano. I primi insediamenti in loco, dei quali si abbia notizia, risalgono all'epoca Romana (I sec. a. C.), La zona sembra essere stata tra le prime ad essere abitata, dato che provengono da essa (purtroppo senza precise indicazioni) una delle due asce
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di pietra levigata neoeneolitiche finora rinvenute in VaI di Fiemme e conservate nelle collezioni del Museo Nazionale del Castello del Buonconsiglio a Trento, ed una lancia anch’essa di bronzo (rinvenuta in località Valaverta ed esposta al Museo civico di Rovereto
   
Già il toponimo di Ziano deriva secondo alcuni dal nome di un fondo romano appartenente probabilmente ad un Julius.Ma secondo la tradizione locale sarebbe esistito in quella zona nei tempi passati un paese chiamato Cunelian o Corneian (altro toponimo prediale, dal nome personale Cornelius) sulla conoide antistante allo sbocco della Valaverta, paese che sarebbe stato sempre secondo la tradizione completamente distrutto da una improvvisa e catastrofica alluvione.Sotto la massa terrosa e rocciosa precipitata, rimasero sepolti gli abitanti delle misere casupole e la tradizione perpetuò, fino ai giorni nostri, la memoria del villaggio “pagano” di Corneiano. Ancora una cosa è rimasta, a ricordo del tragico fatto: quando, in Fiemme, cadde una pioggia dirotta, ancora oggi si dice: “La vèn da Vallaverta” .È rimasto, insomma, il ricordo del terribile avvenimento, come termine di paragone per i rovesci di pioggia più furiosi“ Siccome, fra le monete dissotterrate sul posto ve n’erano di Valentiniano, morto nel 375 d.C., se ne desume che la catastrofe dovette avvenire in epoca posteriore, forse anche di parecchi decenni, dato che le monete, alla morte dell ‘imperatore effigiato, continuarono ad avere corso”
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Del paese scomparso non è nota la minima traccia ma vi sono sul posto le consuete tradizioni che caratterizzano la sede di antichi abitati. Per esempio si racconta che durante il lavoro nei campi venne messo alla luce tempo addietro l’orificio di un profondo pozzo che venne poi ricoperto con una grossa pietra e di cui non si conosce più l’indicazione esatta.

Sempre a proposito di Corneian la tradizione aggiunge che i suoi abitanti adoravano un vitello d’oro e che più volte nel passato qualcuno si mise a scavare nella speranza di trovarlo.

Con ogni probabilità queste ricerche avranno fruttato qualche reperto di cui però non si ha nessuna notizia precisa. Essi andarono dispersi e finìrono probabilmente in qualche museo a noi ignoto o nelle mani di collezionisti privati. Certo è che il tesoro cercato non fu scoperto

Mal a parte i racconti più o meno verosimili in questa zona vennero senza dubbio raccolti parecchi oggetti di età romana la maggior parte dei quali vennero reperiti con ogni probabilità in una piccola necropoli situata sulla citata conoide in vicinanza del rivo che scende dalla Valaverta. Si narra che nello sbancare un monticello di materiali alIvionali, di cui rimane ancora una parte, vennero alla luce vari scheletri umani, che colpirono l’immaginazione degli scavatori per la loro statura superiore al normale. Questi scheletri erano accompagnati I oggetti di vario genere che in parte vennero raccolti e sarebbero conservati al Museo del Castello del Buonconsiglio di Trento

in seguito la valle ebbe altre dominazioni, mentre verso il V-VI secolo si viene a diffondere e ad affermare la religione cristiana, che tanto inciderà nel costume privato e pubblico nei secoli successivi.

In pieno Medioevo la Valle è giuridicamente sotto il potere dei principi - vescovi di Trento, fatto singolare per quei tempi; nel 1111 con i patti Ghebardini viene ufficialmente costituita la Magnifica Comunità, che garantisce alle genti di Fiemme indipendenza amministrativa, della quale gli abitanti saranno nei secoli custodi gelosi.

Nei secoli XIV - XV in particolare si instaurano fiorenti commerci di legname con la repubblica di Venezia. Questo fatto comporta in qualche modo una certa apertura verso l'esterno e l'economia, da strettamente silvo-pastorale-agricola, si arricchisce di attività artigianali in precedenza qui poco conosciute. Nascono le segherie, le fucine e si sviluppano i mulini per la macinazione dei cereali: tutte aziende che sfruttano l’energia dell’acqua per le loro attività. Ne sono testimonianza gli antichi documenti che parlano delle “roste”, canali artificiali atti a realizzare dislivelli sufficienti per permettere all’acqua di mettere in movimento grandi ruote a pale.

Successivamente nel 1660 nascono a Ziano anche quattro fabbriche di polvere da sparo e da mina, anch’esse dotate di macchine mosse dalla forza dell’acqua.

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Dopo la seconda metà del 1500 il piccolo Centro, ancora fortemente dipendente da Tesero sia a livello politico che a livello religioso, incomincia a percepire una propria identità. Gli uomini di Ziano cercano invano una loro autonomia: sono gli anni caratterizzati da richieste e suppliche all’Autorità religiosa di Trento allo scopo di ottenere il permesso di erigere a Ziano una piccola chiesa. Ma l’opposizione dei curati di Tesero impedisce per oltre ottant’anni l’accoglimento delle richieste dei Zianesi.

Il 19 marzo 1657 è una data storica per il popolo di Ziano. Il primissario di Tesero, don Gio. Batta Sartorelli, affacciato alla finestra di casa vede gli uomini di Ziano che nonostante il cattivo tempo, pioggia e neve, giungono da Ziano per recarsi in chiesa a solennizzare la festa di San Giuseppe.

Egli abbraccia la causa degli Zianesi e chiesto l’aiuto del barone Giorgio Firmian ottiene la licenza per la costruzione di una piccola chiesa. Nel luglio del 1660 iniziano i lavori che terminano nel 1666. Il 21 dicembre i festeggiamenti del popolo di Ziano giungono al culmine quando la nuova chiesetta viene benedetta dall’arciprete di Cavalese e in essa viene celebrata la prima santa messa.

Nel 1685 “presso la via pubblica di piaza” iniziano i lavori di costruzione della canonica.  Questo edificio che si amplierà nei secoli fino a divenire l’attuale palazzo comunale, costituirà assieme alla chiesa il fulcro della vita sociale e religiosa del paese di Ziano.  Parte del fondo per la costruzione della canonica e i campi ed orti circostanti vengono donati agli Uomini di Ziano dall’allora curato di Ziano don Gio Batta Mich.

Solo nel 1689 si ottenne il permesso di costruire un cimitero a nord della chiesetta ottenendo così il permesso alle sepolture in paese.

Il 21 agosto del 1698 la chiesetta viene consacrata dal Principe vescovo Gio Michele conte di Spaur e il 27 agosto gli Zianesi ottengono finalmente l’autorizzazione ad erigere il fonte battesimale e l’autorità al Curato del luogo di battezzare.

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La curazia di Ziano rimane però fortemente dipendente da Tesero. Infatti nelle feste solenni come il Corpus Domini, l’Assunzione, la Natività di Maria Vergine e la festa di s. Eliseo (patrono di Tesero) il curato e il popolo di Ziano devono recarsi con i gonfaloni a Tesero per assistere alle funzioni. Anche il diritto di celebrare i matrimoni è privilegio del curato di e così pure molte delle entrate in denaro delle varie funzioni dovevano essere cedute a lui.

Anche a livello politico Ziano in questo periodo è strettamente legato a Tesero. Il potere nella valle è amministrato dalla Magnifica Comunità di Fiemme che è divisa in Quartieri e Regole. Ziano insieme a Panchià fanno parte del Quartiere e Regola di Tesero. Solo nel 1782 Ziano si rese autonomo dal "Quartiere" di Tesero e assunse forma di Regola propria e tuttora vigente, quale entità amministrativa in seno alla Magnifica Comunità. E’ scritto nel primo registro della Regola: “dopo dodici anni di lite dispendiosissima giunse a poter per la prima volta creare li suoi Regolani e reggersi indipendente dalla Regola di Tesero”.Il 2 ottobre 1782 fu convocata a Ziano nella “stua” di Francesco Pollo la prima seduta degli Uomini di Ziano con i loro Regolani appena eletti: Gio Battista Vanzetta e Gio Batta di Zanon. Adesso ottenuta l’indipendenza si deve procedere alla costruzione di una sede adatta la nuova Regola.

 Solo 3 anni dopo, nel 1785 si riesce a decidere di costruire la Casa Regolare presso la canonica. Dopo cinque anni di lavoro, finalmente il 17 luglio del 1790 i Vicini di Ziano si radunano in seduta per la prima volta nella “stua” della nuova Casa Regolare.

Ottenuta l’indipendenza civile gli Zianesi sono decisi anche ad ottenere quella ecclesiastica. Con voto di Regola nel 1815 si decide di procedere ad un’indagine presso i 240 capifamiglia di Ziano che unanimemente esprimono la ferma volontà di separarsi dalla curazia di Tesero. Nel 1820, dopo innumerevoli sforzi, azioni dei curati e sindaci di Ziano e mobilitazione della popolazione, la cura di Ziano venne eretta a Curazia indipendente da Tesero.

Intanto negli anni dal 1805 al 1821 gli Zianesi, con grandi sacrifici avevano ricostruito quasi dalle fondamenta la loro chiesa nella forma attuale.

Nel 1821 viene fondata la Compagnia della Musica formata inizialmente da 14 elementi e dotata di 2 corni, 2 trombe, 4 clarinetti, 2 flauti, 3 violini, 1 fagotto e 1 violoncello.

Negli anni compresi tra il 1840 -75 viene costruita ad opera della  Magnifica Comunità la strada delle Dolomiti e la Valle ha finalmente nuove, fondamentali opportunità per aprirsi all'esterno.

Si andavano così sempre più consolidando, oltre all'economia agricola di base, all'attività silvo-pastorale e all'allevamento, anche nuove forme artigianali: fabbri, falegnami, carpentieri, mobilieri, mastellai, muratori e tagliapietre. Ne sono testimonianza le cinque “roste” che partendo dall’Avisio e da alcuni affluenti attraversavano il paese dando energia alle numerose aziende che in questo periodo raggiungono le 22 unità.

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Nel 1852 si iniziano i lavori di ampliamento della casa Regolare e canonica per la realizzazione dei locali scolastici. Nel 1855 il palazzo comunale assume la forma e le dimensioni attuali.

Nel 1870 in seguito ad un gravissimo incendio che per poco non distrugge l’intero paese viene costituito dal comune il Corpo dei Vigili del fuoco.

Nel 1877 si decide di provvedere la Comunità di un asilo anch’esso sistemato assieme alle scuole nel palazzo municipale. Nel 1896 nasce ad opera di don Visinteiner curato di Ziano la Famiglia Cooperativa, successivamente nel 1898 la Cassa Rurale e nel 1908 il Consorzio Elettrico.

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Agli inizi del secolo vengono edificati i primi alberghi (Polo e Aurora) pionieri, di quell'attività turistico-ricettiva, che è divenuta essenziale e primaria per la nostra Valle ed anche per il nostro Paese. 

Nel 1922-23 viene costruito ad est del palazzo comunale un teatro ricreatorio per la gioventù e di riflesso nasce in paese una filodrammatica. Nel 1924 viene fondata la Soc. Concorso Forestieri, antenata della Pro Loco e dell'attuale Azienda di Promozione Turistica.Nel 1926 -1927 viene costruita finalmente una sede per l’asilo e costituito un’ente per la sua gestione: l’educazione dei piccoli e della gioventù femminile viene affidata alle Figlie di Maria Ausiliatrice che proprio a Ziano aprono la loro prima Casa nel Trentino.