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La vegetazione

di Sabato, 17 Gennaio 2015

Un accenno sulla vegetazione che identifica il territorio 

     Dall’esame della vegetazione nonché da specifici studi fatti  si può affermare che la linea di separazione tra le fasce climatico-vegetazionali del Fagus-Abies e della Picea sul versante del Lagorai (metodologia di E. Schmid) e attestata grosso modo lungo la isoipsa dei 1500 m s.l.m., scendendo a quote inferiori nelle strette valli laterali o in particolari condizioni microclimatiche; la suddivisione fra le classi economiche “A” e “B”, in base all’appartenenza ad uno o all’altro cingolo è stata effettuata nel Piano Economico del 1975.

Nella classe economica “A” (cingolo F.A.), la piu estesa e produttiva, si ha la netta supremazia dell’abete rosso (88,5%) rispetto all’abete bianco (5,2%) e al larice (5,7%). Cio e dovuto, oltre ai fattori climatici e stazionali, anche alla preferenza data alla picea rispetto all’abete bianco il quale, sebbene osteggiato, e presente a volte con una rinnovazione naturale notevole e ben affermata.

Le latifoglie manifestano una discreta presenza solamente in limitate zone nella parte più inferiore e al confine con particelle prative ormai abbandonate o in fase di imboschimento e, in misura minore, nelle ex particelle pascolive passate a bosco; si compongono di ontano bianco e verde, betulla, salicone, sorbo, sambuco montano e, nella zona inferiore, presenza di nocciolo e sporadico frassino maggiore.

Immagine decorativa
La netta supremazia dell’abete rosso si ha pure nella classe economica “B” (87,1%); la discreta presenza di pino cembro (4,8%) e dovuta essenzialmente al fatto che la particella n. 10 e totalmente situata nel cingolo del Larix – Cembra, con buona presenza pertanto di questa specie. Sporadiche le latifoglie presenti, limitandosi a qualche salicone, sorbo ed ontano bianco e verde nei rnargini inferiori e lungo i torrenti.
A settentrione del paese e in destra Avisio, e invece dominio incontrastato del pino silvestre (92,8%), anche se in leggero regresso rispetto ai decenni precedenti, con poco abete rosso (7,2%). sono relativamente diffuse in tutta la zona specie arbustive tipiche come il crespino (Berberis vulgaris), il pero corvino (Amelanchier oualis), la rosa canina, l’olivello spinoso (Hyppophiie rhamnoides), il Comus sanguinea, il farinaccio (Sorbus aria), il biancospino (Crataegus monogyna), il viburno (Viburnum lantana), il carpino nero (Ostrga carpinifolia) e, nella fascia inferiore, il ligustro (Ligustrum vulgare).
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La Colutea arborescens (vescicaria), è stata rinvenuta in tutta l’area a est del Rio Valaverta e un esemplare anche ad ovest di questo, ad una altitudine tra i 1050 ed i 1250 m, anche se sempre con esemplari isolati.

Prima del 1985 questa specie era stata segnalata in Val di Fiemme solo a Trodena “fino a quasi quota 1000”. E questa infatti una “specie del gruppo eumediterraneo ed in particolare delle formazioni arbustive termofite e xerotermofite; non molto frequente ma diffusa fino a quasi tutto l’orizzonte submontano, soprattutto in cenosi aperte o ai margini di formazioni forestali della fascia del Quercus PUBESCENS

Immagine decorativa
Qualche raro esemplare di Taxus baccata sopravvive abbarbicato nelle spaccature della roccia in qualche stretta gola. La presenza di questa conifera e qui abbastanza sorprendente: il tasso predilige infatti “terreni con humus mulliforme o gemellare, freschi o tendenti all’umido, situazioni che raramente si verificano in queste zone.
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